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Assalto a Castel Thun. Tremila prima dello stop

Nella prima giornata di apertura dopo l'inaugurazione di sabato gli organizzatori sono stati costretti a chiudere le porte: troppa gente.

L'assessore Panizza soddisfatto: "Ecco l'esempio giusto di come va gestita la cultura: offerta di qualità ma sempre a contatto con la gente".

Assalto a Castel Thun, per fortuna senza conseguenze per il casato che ha segnato la storia del Principato vescovile trentino. Ieri a Vigo di Ton - infatti - nel primo giorno "pieno" di apertura sono state più di tremila le persone che hanno deciso di passare la loro domenica al castello, consegnato proprio sabato alla comunità dopo diciotto lunghi anni di lavori. Dopo una tale "massa" di persone i responsabili della biglietteria e dell'organizzazione sono stati costretti a "chiudere" il portone, lasciando quindi all'esterno buona parte del "popolo". Per carità, nessuna scelta di censo o di esclusiva concessa ai nobili: l'unico motivo dello "stop" è legato al fatto che le visite devono avere un orario prestabilito, e che oltre le sette e mezza di sera non si poteva andare.

Insomma, una domenica trionfale, anche se con una certa delusione per chi non ha ancora potuto ammirare le bellezze di Palazzo Thun. Numeri che danno soddisfazione all'assessore Franco Panizza, il quale parla senza mezze misure di "successo enorme", e della "dimostrazione che abbiamo realizzato un'iniziativa giusta". Il successo dell'apertura di Palazzo Thun viene considerato da Panizza l'esempio giusto di come va gestito il patrimonio culturale del Trentino: "La cultura, anche quella più alta come nel caso del Palazzo Thun, ha successo solo se è popolare e se riesce a dialogare con la gente. Il giorno dell'inaugurazione c'erano molti nobili e tante autorità, ma il castello era giustamente apertoa tutti". Per i prossimi giorni si proseguirà con le visite prenotate.

 

Tratto dal quotidiano "l'Adige" del 19 aprile 2010

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