Tu sei qui: Portale Articoli Castel Thun da record con 17.400 visitatori
Strumenti personali

Castel Thun da record con 17.400 visitatori

Il 1° maggio bus navetta e ingresso a gruppi

Medie sopra i 1.300 persone al giorno, al bookshop vendute centinaia di pubblicazioni. Il direttore: "Numeri che sorprendono, ma il banco di prova sarà l'estate"

TON - A dodici giorni dall'apertura, Castel Thun ha già fatto segnare un record all'"ente" museale del Buonconsiglio, grazie alla più alta media giornaliera di ingressi registrata finora. In dieci giornate affettive (il lunedì è chiuso) l'antica dimora dei Thun è stata visitata da 17.401 persone, una cifra che si avvicina parecchio al totale annuo dei visitatori di Castel Stenico (20 mila), altra sede del museo provinciale del Buonconsiglio.

In vista di sabato 1° maggio (con la mostra dell'agricoltura a Cles), lo staff del museo si prepara ad un altro pacifico "assalto culturale" al Palazzo Comitale, ma ricorda anche che Castel Thun rimarrà aperto tutto l'anno, invitando quindi a "posticipare la visita nelle prossime settimane".

Sabato e domenica prossimi, l'ingresso sarà solo a gruppi, con visite guidate o accompagnate, e da Vigo di Ton tornerà a funzionare un servizio di bus navetta.

Nella scorsa "settimana della cultura", ad ingresso gratuito, il via vai dalla cinquecentesca porta spagnola è stato continuo: dopo il picco di domenica 18 aprile (4.500 persone), gli ingressi non sono mai stati inferiori ai 1.300 al giorno, con un'altra punta di 2.600 domenica scorsa. Altre 600 persone sono entrate, stavolta pagando, da lunedì a martedì scorso, con circa duecento visitatori concentrati fra le 9.30 e le 10.30 di martedì. Nei momenti di punta, i gruppi seguiti da accompagnatori o guide sono stati irrobustiti e fatti entrare praticamente uno dietro l'altro.

"Le 300 persone di questi primi due giorni feriali hanno stupito anche noi - dice il direttore Franco Marzatico - e il dato si deve anche al passaparola culturale, un po' come acquistare un libro o andare a vedere un film. Nei giorni di grande affluenza tutti sono entrati nella cinta muraria, ma qualcuno non è riuscito a visitare il Palazzo Comitale. Dalla maggior parte di costoro, però, la situazione di emergenza è stata compresa. Questo è comunque un segmento di pubblico regionale - aggiunge Marzatico - anche se ci sono stati arrivi da Belluno e da Brescia con il pullman. Le percentuali più alte di visitatori, per noi sono quelle lombarde e venete, e il banco di prova vero per Castel Thun è quello estivo".

Venerdì, al castello è attesa in visita la giunta provinciale, e nelle settimane seguenti ci saranno giornate "dedicate". Dal 26 giugno parte della mostra "L'avventura del vetro" sarà ospitata al maniero, e il 17 luglio, se il programma sarà confermato, fra le antiche mura dovrebbe suonare l'orchestra Haydn. Anche i numeri del bookshop riflettono l'attrazione iniziale: circa 150 guide Skira vendute insieme a 150 "Omaggio ai Thun", una ventina di cataloghi "Arte e potere dinastico" e circa 200 copie di "Arte e cultura". A far fronte a questa domanda culturale, al castello operano quasi una ventina di persone fra sorveglianti, custodi e addetti vari.

L'esordio pubblico della fastosa dimora Thun sembra dunque confermare un primato che il Ministero per i beni e le attività culturali già attribuisce al al Trentino-Alto Adige, che nel rapporto Minicifre della cultura 2009 figura come prima regione in Italia nella classifica di visitatori di musei o di mostre, grazie a numeri fra il 36,8% e il 43%.

Infine, novità forse un po' oscurata dai riflettori dell'inaugurazione, è l'opera multimediale di Francesco Pisanu "Il principe e la sirena", dedicata soprattutto ai bambini ma godibile da tutti. E' ispirata ad un racconto locale che ha come protagonista un principe Thun, ed è giocata fra teatro, musica e tecnologia multimediale. Va in scena nello scantinato del castello, attrezzato per l'occasione unendo videografica 3D, proiezioni multilivello, interventi parlati e musicali, coreografie, pupazzi, con musiche originali.

 

Tratto dal quotidiano "l'Adige" del 29 aprile 2010

Azioni sul documento