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Castel Thun e il cantiere infinito

Ton, nel 1992 l’acquisto della Provincia. Il sindaco Endrizzi: “Ma non è visitabile”

“L’assessore Cogo venga a verificare. Potrebbe diventare un’attrazione turistico culturale per la zona”.

TON -“Al castello stanno lavorando, ma non si capisce perché non sia mai resa visitabile ed utilizzabile almeno una parte. Sono trascorsi 13 anni da quando la Provincia lo ha acquistato, ed ancora non si vede niente di concreto”.

Marco Endrizzi, sindaco di Ton, so lo ricorda bene, quell’incontro del 1992 (all’epoca era vicesindaco), quando l’allora assessore provinciale Tarcisio Grandi aveva presentato l’acquisto di Castel Thun. Sembrava dover viaggiare tutto ad alti giri, il restauro, l’apertura al pubblico. Era persino stata sollecitata da casa provincia (e sostenuta con corsi di formazione) la nascita di una cooperativa, che avrebbe poi potuto gestire il maniero. In tanti ci avevano creduto ed investito (quanto meno, tempo). Poi la “Cooperativa Iniziativa Cultura”, costituita nel 1995 (presidente era Vittorio Chilovi: ora sta per aprire un agritur ai piedi del castello) aveva chiuso i battenti, gli accompagnatori turistici preparati attraverso i corsi hanno scelto altre strade. Un flop

“Un tempo il castello era visto da molte persone del posto quasi come un disturbo, perché portava turisti spesso attratti da qualche mela sugli alberi”, commenta il sindaco. “Oggi no, tanti credono che sia una opportunità, primi tra tutti quanti si sono mossi per realizzare degli agritur (ne sono nati due, un terzo è previsto a Nosino, frazione ai piedi del castello, sempre che Castel Thun un giorno apra, ndr), o qualche produttore di prodotti tipici. Ma anche i cittadini sono incuriositi, si attendono di poter visitare quella struttura, che da sempre vedono dell’esterno, ma in cui, per un buon 90 per cento, non hanno mai messo piede”.

Castel Thun, all’interno del panorama economico-turistico della valle di Non, può essere una grande opportunità. “Franco Marzatico prevedeva addirittura un’affluenza di persone simile a quella del Castello del Buonconsiglio”, sorride Marco Endrizzi. “Però intanto è dal 1992 che niente si muove. Negli anni sono state presentate interrogazioni alla Provincia, anche recentemente, ma le cose non cambiano. Spero che un giorno l’assessore Margherita Cogo venga a verificare la situazione e che assuma provvedimenti per far accelerare i lavori. Lei è tra l’altro le presidente di quella commissione per il castello istituita nel lontano 1992 e che prevedeva la presidenza dell’assessore provinciale competente e la vicepresidenza al sindaco di Ton. In 13 anni quella commissione non è stata convocata una sola volta, mentre sarebbe almeno opportuno spiegare alla gente del posto quale sia il progetto generale, quali lavori si stiano realizzando, quali siano le prospettive future. Invece, silenzio”.

Il sindaco ricorda quanto prevedeva di fare l’ex assessore Claudio Molinari: “Oltre che un museo, secondo lui Castel Thun doveva essere una struttura viva, in grado di ospitare manifestazioni culturali, convegni, incontri di rappresentanza. Per ora però non si vede niente. Anzi, anche quanto è finito non può essere visitato”.

Endrizzi tira un sospiro. “Nel 2004 è ststo concluso l’intervento di sistemazione dei giardini. Sono bellissimi, ma non vi si può accedere perché vi si accede attraverso una scala fuori norma, o che so io. Sembra una presa in giro. Ora stiamo discutendo di un patto territoriale: siamo convinti che Castel Thun possa diventare la maggiore attrazione turistico-culturale dell’area interessata. Ma bisogna che si muova qualcosa!”.

Tratto da “l’Adige” del 19 gennaio 2005

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