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Castel Thun, lavori al rush finale per l'evento dell'anno

Un ricco programma e migliaia di persone per la data storica che restituisce il prestigioso monumento alla popolazione

Visto dall'alto Castel Thun e i suoi dintorni devono sembrare un alveare: macchine operatrici, automobili, camioncini, gru e decine di persone che vanno e vengono. Tutti indaffarati a dare gli ultimi ritocchi ad un maniero che deve essere pronto per il 17 aprile, giorno dell'apertura e della grande affluenza di pubblico e di autorità. Un contrasto quasi stridente con l'assoluta tranquillità nel quale è vissuto il castello in questi ultimi decenni.

Ed è pur vero che la pubblicità battente, voluta dall'assessore alla cultura della Provincia Franco Panizza, recita: "Castel Thun vi aspetta dal 17 aprile". Un invito a non sovraffollare la cerimonia inaugurale. Ma alla prima nessuno vorrà mancare e così saranno migliaia la persone che prenderanno d'assalto il colle sul quale sorge quello che viene definito il più bel castello dell'arco alpino. Nei giorni scorsi per montare le capriate si è ricorsi all'impiego di un elicottero che ha trasportato in modo spettacolare le travi dal piazzale fino al tetto del palazzo comitale. Un'operazione che è durata alcuni giorni ed ha richiamato molti curiosi. Questo per far capire la frenesia che c'è attorno al castello e che sale giorno dopo giorno man mano che la data d'apertura s'avvicina.

Del resto, aprire al pubblico un castello così vasto con decine di stanze e sale, richiede un rush finale di non poco conto. Anche l'aspetto logistico è ancora in fase di allestimento: si sta approntando a tempo di record un grande piazzale da adibire a parcheggio ai piedi del colle, ma rimane da risolvere il problema della strada d'accesso piuttosto stretta e dove l'incrocio di due automobili diventa difficoltoso.

Dunque sarà un'apertura determinata dal desiderio di rendere visitabile il castello ma che non corrisponderà di certo alla chiusura dei lavori. Anzi. Lo stesso Franco Marzatico, direttore del Buonconsiglio ha affermato che ci vorrebbe ancora un anno per completare i lavori. Certo il 17 aprile sarà una giornata campale e storica: l'apertura infatti è stata inserita nella top list del Ministero dei beni culturali come uno degli avvenimenti importanti del 2010 e sarà al centro della Settimana della cultura con concerti e maratona letteraria. Per il Trentino, come ha confermato lo stesso assessore Franco Panizza, sarà insomma l'evento dell'anno. Non tutto il castello sarà visitabile e per motivi di sicurezza certi locali rimarranno offlimits. Non bisogna infatti dimenticare che il castello è sorto nel tredicesimo secolo come residenza nobiliare e non certo come museo. E quindi la grossa affluenza di pubblico sarà contingentata. Gruppi di quaranta persone come numero massimo potranno accedere alle sale del castello, sale che contengono i mobili originali e le numerose suppellettili appartenute ad una delle più importanti dinastie nobiliari dell'arco alpino. Il giorno dell'apertura le strade di accesso al castello saranno chiuse al traffico. Si potrà parcheggiare l'autovettura nelle aree predisposte a Vigo di Ton e a Toss.

E' previsto un collegamento con bus navetta fino al castello. Dalla piazza di Vigo di Ton si potrà raggiungere la magnifica dimora anche a piedi con una passeggiata in un suggestivo percorso artistico voluto dalla Pro Loco di Ton. Le visite inizieranno nel pomeriggio del 17 aprile a partire dalle 16 e continueranno fino a notte inoltrata.

 

Anche un murale dedicato al maniero

Paola de Manincor sta realizzando un percorso dipinto

Il 17 aprile sarà una giornata che i trentini non dimenticheranno. Alcune migliaia di persone infatti prenderanno d'assalto il castello nel primo pomeriggio dell'inaugurazione, dopo la cerimonia della consegna simbolica delle chiavi del maniero alla comunità. Al mattino la visita sarà riservata ai giornalisti: attesi infatti gli inviati delle testate nazionali, da Repubblica al Giornale. Un percorso dipinto sulla sede stradale accompagnerà i visitatori che vorranno salire a piedi da Vigo al castello. Un'idea originale, nata dalla Pro Loco, presieduta da Orietta Viola, in collaborazione con Paola de Manincor. L'artista, famosa per i suoi dipinti murali e per i suoi delicati acquarelli, è al lavoro per dipingere sulla parete principale dell'ex caseificio un grande affresco che ha come tema il castello, la sua storia e la gente stupita dall'apertura dello scrigno dei Thun. Ad aiutarla nella realizzazione due giovani, Christian Carli e Stefano Salizzoni. Paola de Manincor, nonostante l'età, è sui ponteggi a lavorare e coordinare l'equipe. Bello l'effetto decorativo dato dai vetri di murano che impreziosiscono i vestiti di dame e cavalieri. Verrà presentato anche il libro di Serena Valenti "Il cielo sotto i faggi" che racconta in maniera naif la vita a castello ed episodi legati all'ultimo dei Thun, il conte Zdenko. E ad illustrare il libro della giovane, gli acquarelli di de Manincor. (di Vittorio Nardon)

 

Tratto dal "Trentino" del 31 marzo 2010

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