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Castel Thun: nella dimora del potere (14-01-2010)

Il 17 aprile apre il più fastoso castello trentino. Nelle sue stanze arte e otto secoli di storia. É l'evento dell'anno, per la provincia, la fine dei lunghi restauri: un “maniero-museo” con gli arredi originali. Dalle armi ai dipinti, dai mobili agli ogetti, il complesso racconta l'ascesa e il declino della più importante famiglia tirolese.

 

La stanza del vescovo, dove spirò l'ultimo principe tridentino e Michelangelo Antonioni girò alcune scene del “Mistero di Oberwald” profuma di cirmolo e cera. Sotto i teli, ecco il letto a baldacchino di Pietro Vigilio, sul soffitto a cassettoni il blasone del 1670, tutt'attorno lo sfarzoso mobilio. Una porticina dà ad uno stanzino foderato di legno e storia che si affaccia al monte, angolo protetto per meditare e contemplare.

Siamo nella più celebre delle circa 150 stanze di Castel Thun, che con le cantine e i sotterranei, le torri e il “colonnato dei cannoni” formano la straordinaria residenza nobiliare che fra dodici settimane, per la prima volta nella sua storia secolare, accoglierà qualunque visitatore in cambio del costo del biglietto.

La neve sbianca i tetti e il paesaggio, fatto di bosco e frutteti fuori dal giro di mura. Il castello è silenzioso, ma nel palazzo comitale i restauratori lavorano al mobilio e alle decorazioni dopo che i restauri degli intonaci e delle parti strutturali, degli infissi e dei pavimenti, si sono conclusi.

Cassettoni e forzieri, poltrone e divani raccontano cinque secoli di storia della famiglia e dei gusti europei. Si lavora alle carte da parati, alle installazioni e alle luci per tener fede alla promessa di sabato 17 aprile, quando a 18 anni dall'acquisizione del complesso la Provincia aprirà le porte di una dimora d'accezione, uno dei pochi “manieri-musei” delle Alpi che ha conservato, quasi in ogni stanza, gli arredi originali.

L'attesa è palpabile. Le chiamate al Castello del Buonconsiglio (che lo gestirà) e al municipio di Ton sono ormai giornaliere: per lo più operatori turistici e culturali a chiedere conferma della data e dettagli sulle visite.

Accanto a biglietteria, bookshop e caffetteria con cucina (nella torre del Basilio), l'apertura del castello si accompagnerà ad eventi e iniziative in definizione in questi giorni. “Con il Comune di Ton – informa l'assessore provinciale Franco Panizza – è allo studio un percorso di avvicinamento da Vigo al castello, mentre Trentino spa pensa ad un evento ricreativo, l'Apt di valle valorizzerà i prodotti nonesi e Trentino Trasporti organizzerà un treno apposito”.

Per il Trentino sarà “l'evento culturale dell'anno”, come annuncia un pieghevole, non solo per la ricchezza materiale della dimora secolare di un casato che conta quattro principi vescovi (Sigismondo Alfonso, Domenico Antonio, Pietro Vigilio, Emanuele Maria), ma anche perché il castello è una “finestra” sulle vicende storiche trentino-europee, sull'esercizio stratificato del potere dei Thun nell'evoluzione politico-sociale del Principato, e nella collocazione mitteleuropea dei rami della famiglia.

Al sommo del dosso, in posizione strategica lungo la via fra l'Anaunia e l'Adige, Castel Thun ci permetterà, dal 17 aprile, di compiere un viaggio nella storia trentina attraversando gli sfarzosi salotti, accostandoci alle tavole apparecchiate con calici preziosi e brocche, alle stanze riscaldate da caminetti e stufe in ceramica. Ma anche conoscendo i Thun nei ritratti di famiglia e, nel segno del loro mecenatismo, attraverso i dipinti di un Bassano, di un Crespi, di un Lampi. Gli arredi, l'arte, le armi e i simboli del potere – dalle colubrine del 1554 di Sigismondo Thun alla collezione di slitte e carrozze (nel “cantinone” dal 2011) – ma non la biblioteca di 7.300 volumi, un tempo conservata nella torre omonima dal meraviglioso soffitto a stucchi, trasferita al Servizio beni librari per ragioni di tutela.

(Fabrizio Torchio)

 

CRONOLOGIA:

Le tappe del restauro, 18 anni di lavori

L'acquisto nel 1992, al “cantinone” si metterà mano nel 2011

 

Dopo l'acquisto nel 1992, la Provincia è intervenuta sulle coperture e ha installato un impianto di allarme e uno antifulmine. Per aprire gli esterni, sono stati poi effettuati il restauro e consolidamento delle cinte murarie, la sistemazione dei cortili e dei giardini, le reti tecnologiche, i servizi, i locali di abitazione del custode.

Per togliere l'umidità, nel 2001 sono stati avviati interventi di deumidificazione delle murature e di risanamento degli intonaci, realizzando un cunicolo aerato perimetrale al Palazzo comitale e un impianto di elettro-osmosi. Nel 2007 i progetti impiantistici, il restauro e recupero del secondo e del terzo piano del Palazzo Comitale, di parte delle due torri sulla prima cinta muraria, della torre di Basilio e la Biblioteca. Nel 2009 sono stati restaurati i locali esterni al loggiato dei Cannoni per gli accessi alla biglietteria, ai servizi igienici e allo spazio family. La neve dell'inverno scorso ha compromesso gravemente la coperture del loggiato dei Cannoni e di parte del Palazzo Comitale: gli interventi sono ancora in corso insieme all'illuminazione esterna e al restauro del corridoio di San Giorgio. All'esterno si stanno predisponendo la sistemazione degli accessi e del sottobosco. Un parcheggio è previsto ai piedi della collina. Al restauro del “cantinone” si procederà nel 2011, alle facciate del castello nel 2012.

 

CRONISTORIA:

Una famiglia trentina: la famiglia Thun è documentata nel 1050, citata come “illi de Tono” nel 1190 assume la forma tedesca Thun. Vassalli dei Flavon e degli Appiano, estendono il loro potere acquisendo altri castelli: Bragher, di Castelfondo, di Altaguardia e Caldes.

Da baroni a conti: dalla matricola nobiliare tirolese (1472) ascendono al rango di baroni nel 1530 e di conti del Sacro romano impero nel 1629.

I rami dei Thun: già sul finire del XVI secolo i Thun sono divisi in numerose linee. Capostipite della beoma è Giovanni Cipriano (1569-1631).

Finanziatori a corte: la rete di possedimenti e le permute fra cugini, uniti alla disponibilità di denaro da prestare agli Asburgo, avvicinano i Thun ai principi della contea, che guidano con Sigismondo nel 1446. Con Massimiliano I spiccano fra i nobili trentini alla corte di Innsbruck.

Sigismondo “l'oratore”: nella guerra rustica, nel 1525 è fra i protagonisti della repressione, poi sostiene l'elezione di Cristoforo Madruzzo al vescovo di Bressanone. Oratore imperiale al Concilio, entra nel governo di Innsbruck.

Sigismondo Alfonso: nel 1668 viene eletto principe vescovo di Trento dopo esserlo stato di Bressanone. Con la durezza del suo comando resiste alle pressioni di Innsbruck e Vienna, un cronista ricorda il suo essere “severo per giustizia, il che non molto piaceva ai sudditi”.

Pietro Vigilio, ultimo principe: il contrasto fra l'assolutismo “barocco” vescovile e quello asburgico, illuminista, segna l'epoca di Pietro Vigilio Thun, sulla cattedra di San Vigilio dal 1776. Nel 1796 fugge a Passau mentre i francesi dilagano nella pianura padana.

Matteo il liberale: respirando l'aria cittadina, partecipa ai moti del '48 a favore dalla separazione dal Tirolo tedesco. Viene arrestato perchè sospettato di aderire alla Giovane Italia, contribuisce alla promozione della biblioteca e del museo pubblici.

Il conte Zdenko: del ramo boemo, è l'ultimo abitante di Castel Thun. Riposa nella chiesetta di San Martino vicino al maniero.

 

Tratto dal quotidiano "L'ADIGE" del giorno 14 gennaio 2010.

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