Castel Thun, presto svelato il "segreto"
UN INCONTRO VENERDI’ PROSSIMO A TON
“Il futuro di Castel Thun” non sarà più un segreto. Tutto sarà svelato venerdì 29 gennaio a Ton, dove è organizzato un incontro cui parteciperanno autorità locali, provinciali, funzionari e tecnici del settore.
Introdurranno la serata il sindaco di Ton, Giovanni Rigotti e l’assessore provinciale Tarcisio Grandi. Ai loro interventi seguiranno quelli del presidente del comitato scientifico del Castello del Buonconsiglio Bruno Passamani, del dirigente generale della Provincia Ezio Mattevi, del sostituto del direttore del Castello del Buonconsiglio Laura Dal Prà e del capo ufficio beni monumentali ed architettonici del servizio bene culturali della Provincia Flavio Pontalti.
La serata avrà inizio alle ore 20.30 presso le palestra delle scuole elementari di Vigo di Ton. L’auspicio è che Castel Thun, considerato una delle più interessanti strutture storico-monumentali dell’arco alpino, nonché una delle meglio conservate, apra al più presto i battenti al pubblico, che dopo lungo digiuno potrà finalmente visitare uno dei molti castelli esistenti in valle di Non, tutti ermeticamente privati e chiusi. Anche lo stesso “Trentino dei castelli”, superaffollato l’estate, assumerebbe un significato ben diverso se almeno di uno dei manieri di cui i viaggiatori possono osservare le mura esterne fosse visitabile.
L’apertura di Castel Thun assumerebbe una enorme valenza turistica; anche se a Ton, pur avvicinandosi il tempo in cui esso aprirà i battenti, nessuno sembra muoversi per garantire agli eventuali visitatori -sia pure di passaggio- la possibilità di spendere qualche lira. Cioè: a Ton esistono un paio di bar, un paio di negozi. Nient’altro, e niente si muove. Se il castello aprisse veramente i battenti ad una probabile folla di visitatori, questi non troverebbero -così stando le cose- nessun tipo di ospitalità. Addirittura, l’unico albergo aperto in zona ha chiuso i battenti. Segno che a Ton, al turismo, ci credono in pochi. Forse qualche amministratore; ma - finchè la mela “tira”- ben difficilmente è possibile prevedere uno sviluppo turistico, sia pure minimo, nonostante Castel Thun possa costituire una importantissima risorsa.
Tratto da “l’Adige” del 26 gennaio 1993

