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Due falconetti per Castel Thun

Fusi nel '500 a Innsbruck col metallo dell'imperatore

Rivisitazione storica, ieri a Torre Vanga, per i due antichi pezzi di artiglieria rintracciati dalla Provincia a Londra: gli affusti ne "raccontano" le vicende

 

Lo stemma dei Thun spicca sull'affusto del cannoncino, con la data di fusione e la storia dell'arma che, nel 1554, uscì dal laboratorio di Innsbruck di uno dei massimi maestri artiglieri dell'epoca, Hans Cristoph Loeffler.

Sono due i falconetti originali di Castel Thun, acquistati l'anno scorso da un antiquario inglese per 200mila euro, che la Provincia ha pacificamente "dispiegato" ieri a Torre Vanga, a Trento, per una presentazione storica prima del trasporto nel maniero che aprirà il 17 aprile. I due pezzi di artiglieria, che sparavano palle di piombo o di pietra, più micidiali, assieme ad altri dieci erano probabilmente al riparo della cosiddetta "tettoia dei cannoni", nel castello.

Ma i due esemplari acquistati dall'antiquario londinese Peter Finer verranno esposti in una sala apposita del maniero, che proiettarà il visitatore nel Rinascimento, quando le politiche famigliari dei Thun si intrecciavano con quelle imperiali degli Asburgo.

I falconetti, cannoncini da campo e da parata - simbolo del potere dei Thun - "raccontano" infatti lo stretto legame con Innsbruck. "Fu l'imperatore Ferdinando I d'Austria, nel 1554, a regalare a Sigismondo Thun il rame necessario per la fusione - spiega Laura Dal Prà, della Soprintendenza ai beni storico-artistici della Provincia - come riconoscimento dei servizi resi dal personaggio, che fu legato imperiale al Concilio di Trento e servì tra asburgo, Massimiliano I, Carlo V e Ferdinando I, nonché i principi vescovi Bernardo Cles e Cristoforo Madruzzo".

"Quella impiegata da Cristoph Loeffler, che fuse circa mille pezzi di artiglieria - continua Dal Prà - era il top della tecnologia bellica dell'epoca; sappiamo che i cannoni a Castel Thun erano cinque nel 1834, che due erano a Decin (il ramo boemo dei Thun-Hohenstein) e uno si trovava negli Stati Uniti". I due falconetti sono l'ultimo acquisto mirato e riportare al castello beni dispersi, dopo la collezione di carrozze, svariate nature morte (alcune delle quali attribuite poi a pittori famosi, come Jacopo da Castello e Paolo Paoletti), altri dipinti e stampe,una bottiglia con lo stemma Thun.

Intanto, mentre fervono i lavori in vista dell'imminente apertura, entro il 7 aprile si potrà partecipare al confronto per la gestione della caffetteria nella Torre di Basilio (new.buonconsiglio.it). Alla cerminonia del 17 aprile - alle 14 in piazza a Vigo, alle 16 al castello - sono attesi anche alcuni membri della famigliaThun. (di Fabrizio Torchio)

 

Tratto dal quotidiano "L'ADIGE" del giorno 12 marzo 2010.

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