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Ecco Castel Thun

Ci sono problemi di viabilità e parcheggio. Necessario per il sindaco un intervento articolato

L’apertura al pubblico merita qualche riflessione

Si fa sempre più articolato il dibattito attorno a Castel Thun. Nei giorni scorsi è stata data la notizia che il castello sarebbe stato aperto al pubblico, almeno nella parte esterna, entro breve termine. Si parla del prossimo luglio. In questi gironi i tecnici dell’ufficio provinciale stanno mettendo a punto un nuovo assetto viario per un collegamento tra la residenza dei Thun e la strada provinciale 204.

L’attuale sede stradale è infatti piuttosto stretta, circa tre metri e quindi l’incrocio con altri veicoli comporta lunghi percorsi in retromarcia alla ricerca di uno slargo. La Provincia dunque, in previsione di un maggior traffico, sembra intenzionata ad ampliare la carreggiata portandola a quattro metri, creando inoltre delle piazzole per permettere il transito dei pullman e l’incrocio agevole degli altri veicoli.

Un parcheggio per una trentina di automobili e per alcuni pullman verrebbe creato in prossimità del bivio per la chiesetta di San Martino. Da lì poi i visitatori dovrebbero attraversare a piedi il bosco che li separa dal castello. L’orientamento provinciale sembra dunque quello di potenziare la strada senza però stravolgere l’attuale assetto territoriale nel quale è inserito il maniero.

Il sindaco di Ton, Giovanni Rigotti, informato dei progetti provinciali, interviene per puntualizzare alcuni aspetti. “L’apertura del castello deve corrispondere ad uno sviluppo complessivo per tutto il Comune. E’ indispensabile - prosegue il sindaco - svincolare il maniero dal resto del territorio nel quale è inserito”.

“Il turismo deve portare anche ad una ricaduta culturale ed economica per una zona che spesso è rimasta isolata dal resto della valle. “Va bene - continua Rigotti - ampliare la strada che porta al castello, anzi secondo me, là si dovrebbe portare a sei metri, per garantire una viabilità efficiente. Questo tra il resto lo si potrebbe fare senza creare troppi problemi di espropri e di impatto ambientale”.

Le preoccupazioni del sindaco sono di altro ordine. Teme infatti che il territorio comunale rimanga ai margini del flusso turistico.

“Con questa soluzione - prosegue Rigotti - i turisti imboccata la provinciale a Castelletto, arriverebbero direttamente alla meta senza attraversare o fermarsi né a Vigo né a Toss”.

Insomma si teme che il castello, se non correttamente gestito, porti solo problemi anziché benefici.

“La soluzione - sempre secondo il sindaco - consisterebbe nel far percorrere al flusso dei visitatori la vecchia strada dei Masi, la provinciale 123 che sbocca a Vigo, dove tra il resto si trovano alcune pregevoli opere del Guardi. In questo modo si riuscirebbe a coinvolgere direttamente il territorio comunale ed i suoi abitanti, creando ad ampliando delle attività legate al terziario”.

Attualmente infatti l’agricoltura a tempo pieno o a part-time, rappresenta il motore trainante dell’economia della zona. “Questo -sostiene il sindaco- soprattutto in un momento di crisi agricola come quello attuale, permetterebbe di diversificare le attività economiche e darebbe maggior sicurezza ai cittadini”.

E’ difficile non condividere le ultime affermazioni. Si registrano invece pareri diversi da parte di alcuni censiti, in merito alle proposte riguardanti la viabilità d’accesso a Castel Thun. Nei prossimi giorni registreremo anche le opinioni di chi la pensa in modo diverso e ipotizza soluzioni alternative. (di Vittorio Nardon)

 

Tratto da “Alto Adige” del 18 novembre 1992

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