Il parco dei Thun si apre
Prima fase del recupero
La reggia dell’antica famiglia nobiliare si avvia a diventare un patrimonio della comunità
Undici anni fa, in una calda giornata di fine luglio, la “porta spagnola” s’era chiusa per sempre alle spalle dell’ultimo dei Thun, il conte Zdenko ed oggi 8 agosto, quasi a ricordarne l’anniversario della morte, quella stessa porta si aprirà nuovamente e il castello ritornerà a vivere. I cortili si ripopoleranno non più di principi e cavalieri, ma di gente alla ricerca di un tassello di storia medievale e rinascimentale. Una storia che per certi versi si intreccia con i Madruzzo e che testimonia della grandezza dei Thun, una famiglia proiettata nella Mitteleuropea e che trascina Ton in una dimensione inusitata.
Un avvenimento dunque, al quale non si può mancare e che sarà ricordato come una pietra miliare nella storia locale.
Certo è importante restituire al castello l’antico splendore, ma è altrettanto urgente ed indispensabile ricostruire la storia dei Thun che per forza di cose spinge ad uscire dai confini della valle e del Trentino per immergersi nella storia europea. Questa è anche la ferma intenzione manifestata dall’assessore alla cultura Tarcisio Grandi, convinto più che mai che un castello non è slegato dal territorio nel quale sorge ed è una fonte preziosa per ricostruire la storia del Trentino.
Quindi le direttrici attorno alle quali si muove la Provincia e Grandi in particolare, sono molteplici. Fondamentale importanza riveste il restauro del castello e dei beni in esso contenuti. Il compito è stato affidato all’architetto Adiamoli che ha portato recentemente a termine il restauro di Castel Stenico e quindi una presenza qualificata proprio per l’esperienza accumulata. I tempi previsti per portare a compimento un’operazione che sembra complessa richiederà alcuni anni. Per il momento si sono iniziati dei lavori urgenti di consolidamento della prima cinta muraria che nella parte ad ovest minaccia il crollo. Tra breve invece -sempre stando alle informazioni fornite dall’assessore Grandi- inizierà il monitoraggio del castello che fornirà gli elementi indispensabili per la predisposizione di un progetto globale di recupero e di restauro. Si potranno così definire tutti quei singoli interventi che si rendono necessari per la protezione degli arredi interni e per la valorizzazione di tutto il complesso. In particolare si procederà a porre delle stazioni di rilevamento per valutare costantemente le condizioni di quella che sembra essere il gioiello del maniero, “la camera del vescovo”, una stanza tutta rivestita in cirmolo intagliato in perfette condizioni di conservazione, la stessa biblioteca con i suoi preziosi volumi e manoscritti sarà sottoposta a cure particolari per impedirne il deterioramento. Anche gli affreschi presenti soprattutto nella cappella di San Giorgio abbisognano di urgenti lavori di recupero e così pure le pareti rivestite con carta da parati dipinta a tempera sul finire del Settecento.
All’esterno del castello i lavori proseguono rispettando quelli che sono i tempi previsti. In particolare il progetto di viabilità che prevede l’acquisizione della strada d’accesso da parte della Provincia e la costruzione di piazzole per permettere il transito agevole del traffico e la realizzazione di un parcheggio, sono previste per i primi mesi dell’anno prossimo.Nel frattempo sembra che siano state individuate delle soluzioni di emergenza utilizzando per la sosta delle autovetture alcune piazzole già esistenti.
L’accesso al castello avverrà dalla stradina in mezzo al bosco che sale da ovest, dove una volta c’era il tiro al bersaglio fino alla sommità del colle sul quale sorge il maniero.
Un’apertura parziale e solo per alcuni mesi ma che certamente non mancherà di richiamare frotte di visitatori da molte parti del Trentino e non solo, sulle orme di uno dei più illustri casati del Trentino.
Porte aperte alle 17
TON - Oggi alle 17 avrà luogo l’apertura ufficiale di Castel Thun con l’intervento dell’assessore provinciale alla cultura Tarcisio Grandi. L’apertura del complesso acquisito in tempi recentissimi dalla Provincia, per il momento sarà parziale.
Sarà infatti possibile varcare la famosa porta spagnola (1566), oltrepassare il ponte levatoio, giungere fino all’entrata del castello e ai cortili interni con il colonnato che sostiene la vasta tettoia per le artiglierie. In questa prima fase il complesso edilizio del castello è ancora chiuso in attesa del completamento dei lavori.
Per l’occasione un servizio bus navetta è a disposizione dei visitatori con punti di ritrovo nell’area antistante il municipio di Vigo di Ton. Le corse inizieranno alle 16 con cadenza di 20 minuti. L’ultima corsa di rientro a Vigo di Ton è prevista alle 18.50. I giardini di Castel Thun rimarranno aperti e saranno visitabili fino al prossimo 3 ottobre con il seguente orario: 10 – 18. Lunedì chiuso, ingresso gratuito (di Vittorio Nardon)
Tra storia e turismo
I progetti di sostegno dell'assessore Grandi. Impegno di “scoprire” la stirpe dei Thun
TON - I progetti attorno a Castel Thun, da parte dell’assessore Tarcisio Grandi sono quanto mai ambiziosi e vanno prendendo contorni sempre più definiti. Dagli enunciati piuttosto generali formulati nel gennaio scorso al momento dell’acquisto del castello da parte della Provincia si passa ora ad un indirizzo molto più pertinente ed inserito in un vero programma di sviluppo culturale e turistico del Trentino.
“Un turismo nuovo quello che va prendendo piede e basato anche sulla ricerca di contenuti culturali. In quest’ottica è indispensabile -sostiene Grandi- che attorno a Castel Thun si sviluppi un’operazione culturale complessa che porti in luce le mille sfaccettature della storia della nobile famiglia. Per questo già sono stati avviati dei contatti con il governo ceco e con la città di Praga dove si trovano importanti documenti e fonti archivistiche del ramo Boemo dei Thun”.
Nei prossimi anni dunque assisteremo ad un altro importante avvenimento dedicato non più, come la mostra di questi giorni ai Madruzzo, ma alla stirpe di “Albertus sive Albertinus” e la sede naturalmente sarà il palazzo comitale di Ton.
Il castello di Thun è destinato a divenire un polo di importanti attività culturali oltre che un museo vero e proprio che con i suoi oltre ottomila pezzi fra quadri, suppellettili e mobilio e le circa quattrocento tele, non ha nulla da invidiare a più rinomati castelli della Baviera e della Loira in Francia.
“Assieme a quello del Buonconsiglio di Beseno, di Stenico, di Arco, di Caldes, di Ossana ed al Santuario di San Romedio, la residenza dei Thun, sarà una formidabile occasione per proporre delle settimane turistico culturali che permetteranno di far compiere un salto di qualità al Trentino differenziando ed ampliando l’offerta culturale, dalle orme dei dinosauri all’archeologia, dai castelli, agli eremi fino ai musei d’arte moderna. Questo contesto potrà vedere ancora una volta la val di Non in primo piano, grazie alle innumerevoli presenze di monumenti storici”. L’importante, aggiunge l’assessore Grandi, “è creare una mentalità pronta a ricevere un turismo di tal tipo e per questo sono necessarie una serie di infrastrutture e di servizi non ultima la realizzazione di una viabilità principale in linea con i tempi.
Una sfida non più fatta con le armi degli antichi cavalieri, ma basata su uno sviluppo culturale e che per essere vincente ha bisogno dell’apporto importante del privato. Un modo nuovo di concepire lo sviluppo della valle, accanto alla Melinda c’è forse posto anche per un progetto eco culturale che sappia coniugare le bellezze naturali con le ricchezze storiche. Fin qui Grandi, in novembre vi saranno le elezioni, poi si vedrà. (di Vittorio Nardon)
"E’ una forzatura”
Critiche di Pinter di Solidarietà
L’apertura dei giardini di Castel Thun è forzata ed era meglio attendere. Questa è l’opinione del consigliere provinciale di Solidarietà Roberto Pinter ed è espressa in una interrogazione all’assessore Grandi.
Pinter afferma che la notizia dell’apertura del castello “è stata accolta con soddisfazione da una parte dell’amministrazione comunale di Ton e da alcuni operatori che guardano superficialmente a questo evento”. A giudizio di Pinter “è difficile gioire per questa apertura forzata, non si riescono a comprendere le motivazioni culturali ed artistiche di un’apertura parziale a metà agosto, soprattutto se pensiamo che alcune zone dei giardini e dei cortili saranno inaccessibili per la loro pericolosità”. Pinter affronta poi tra l’altro i problemi della viabilità e dell’accesso al castello.
Tratto da “Alto Adige” del 8 agosto 1993

