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Ritornano al maniero le carrozze e i preziosi

I quattro calessi recuperati erano stati pignorati 10 anni fa e depositati in un magazzino. Alla residenza, ora sorvegliata, riportati anche i pezzi di valore

A Castel Thun sono ritornate altre quattro delle carrozze che oltre 10 anni fa erano state poste sotto sequestro ed allontanate dal castello su istanza dei creditori. Sale così a 13 il numero dei pezzi recuperati e riportati nella loro sede naturale nel corso di questi ultimi mesi. All’appello secondo gli inventari in possesso dei responsabili provinciali, mancano ancora due veicoli e questi sembrano davvero i più difficili da trovare. Probabilmente sono finiti in mano a privati e immessi sul fiorente mercato delle antichità.

Il recupero dei due calessi e delle due “dominatrici” (da un primo esame, sembra questo il nome tecnico di due delle carrozze recuperate), è avvenuto sabato scorso con un grande dispiegamento di mezzi. E’ stato mobilitato perfino un camion della Protezione civile per trasportare le antiche carrozze. Carrozze che, per la verità, si trovavano a poche centinaia di metri dal castello. Erano infatti conservate in un magazzino privato a Ton e lì si trovavano ormai da 10 anni da quando cioè erano state pignorate. Assieme ai quattro pezzi che andranno ad arricchire l’esposizione sotto il loggiato dei cannoni, sono stati recuperati anche alcuni finimenti, collari e selle.

Il privato che per tutti questi anni ha conservato i preziosi cimeli è rimasto con l’amaro in bocca. Ha chiesto infatti una decina di milioni a pagamento dell’affitto dei locali, ma per il momento ha ottenuto solo promesse.

Il recupero è stato possibile grazie ad un’ordinanza del giudice che ha affidato la custodia di tutte le carrozze alla dottoressa Laura Dal Prà nominata responsabile di Castel Thun da quando questo è stato acquistato dalla Provincia. Pende però ancora sui veicoli il vincolo del pignoramento chiesto come dicevamo da alcuni creditori in tempi ormai lontani. Ora evidentemente la Provincia dovrà intervenire con tempestività per acquisire in modo definitivo la proprietà.

La notizia però più importante riguarda i quadri ed i tappeti, gli orologi e gli arazzi che per motivi di sicurezza erano stati allontanati dal castello dopo lo stillicidio di furti avvenuti in questi ultimi anni. Furti clamorosi e che hanno depauperato non poco l’enorme patrimonio artistico di Castel Thun. Su questi furti comunque si sta ancora indagando e non si dispera di poter arrivare almeno al recupero di parte della refurtiva.

Ora, dopo l’installazione di un efficiente sistema di antifurto collegato con la caserma dei carabinieri di Denno, si è provveduto a riportare nel castello gran parte degli oggetti trasferiti in luoghi più sicuri alcuni anni orsono. Quadri, tappeti, arazzi ed orologi sono finalmente ritornati nella loro sede naturale con grande soddisfazione evidentemente di chi paventava che l’allontanamento poteva essere definitivo.

Sta prendendo contorni più definitivi, il progetto provinciale in merito all’utilizzo ed al recupero storico e artistico del castello. Rimane l’incognita di quello che succederà dopo il 21 novembre, ma c’è da credere che un progetto di così vasta portata non si destinato a cadere nel vuoto.

 

Tratto da “Alto Adige” del 20 novembre 1993

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