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Ritornano le carrozze

I carabinieri indagano su alcune vetture “scomparse”: sono state vendute?

Dopo oltre 10 anni sono stati restituiti in cattive condizioni solo metà dei veicoli custoditi al maniero

Ritornano le carrozze a Castel Thun. Sembra dunque avviata ad una soluzione positiva l’intricata storia degli antichi veicoli appartenenti alla famiglia Thun.

La vicenda è iniziata oltre 10 anni fa con la richiesta di pignoramenti da parte di alcuni creditori. Da quel momento le carrozze e le slitte, una quindicina, vengono poste sotto sequestro ed allontanate dalla loro sede, Castel Thun appunto. Fanno tappa prima in una casa privata e poi approdano al museo etnografico di San Michele. Durante i vari passaggi sembra comunque che alcuni di questi preziosi cimeli siano andati perduti. Ora infatti al castello sono ritornate solo sei carrozze e tre slitte, ne mancano quindi ancora sei. Permane dunque il mistero su quella parte della collezione, anche se sembra, ma questo si dovrà accertare, che quattro di questi veicoli siano trattenuti a garanzia di pagamento, da parte di un privato.

Già i competenti organi provinciali ed in particolare la dottoressa Laura Dal Prà si stanno attivando per verificare l’esattezza di questa voce e per giungere al recupero. Rimane però fitto il mistero sulla fine delle altre due carrozze. Che siano nelle mani di qualche collezionista, oppure sono effettivamente andate perse? E’ un quesito attorno al quale stanno lavorando in molti, compresi i carabinieri della stazione di Denno. La vicenda delle carrozze, che per lungo tempo era caduta nell’oblio, è stata sollevata l’anno scorso proprio in questi tempi grazie ad un ordine del giorno presentato dal vicepresidente Franco Tretter.

La Provincia tramite il dottor Franco Mellaia del servizio legale, ha avanzato istanza alla Pretura di Trento per divenire -come sostiene lo stesso legale- custode dei beni in questione, chiedendo inoltre che il luogo deputato alla custodia sia la sede naturale e cioè Castel Thun.

Ed è proprio di queste settimane l’incarico conferito da parte del Tribunale a Laura Dal Prà, direttrice di Castel Thun di custode dei beni e della loro conservazione all’interno del castello stesso.

Ora sei carrozze e tre slitte superstiti fanno bella mostra di sé proprio nel loggiato dei cannoni, il luogo dove da sempre si trovano. Purtroppo le condizioni di conservazione sono tutt’altro che buone, necessitano di urgenti lavori di restauro. Per il momento però sostengono i responsabili, ci si dovrà limitare a conservare con cura i preziosi veicoli in attesa che la vicenda giudiziaria sia conclusa con la definitiva acquisizione alla Provincia. Solo allora si potrà parlare di restauro vero e proprio.

 

Tutti i pezzi

TON - Questo l’elenco completo delle carrozze e slitte al centro della vicenda di pignoramento iniziata una decina di anni fa e che lentamente stanno ritornando nella loro sede originale: Carrozza tipo Brauhan nera con filettature chiare del secolo XIX; carrozza Dos à Dos del XX secolo; due carrozze Timonella del secolo XIX; carrozza Hunting tandem del secolo XX; due carrozze del tipo Domatrice del secolo XX; quattro slitte di legno laccato e dotato con fanali del secolo XIX e XX che rivestono “eccezionale interesse artistico e storico in quanto testimonianza di un’espressione artigianale assai fiorente e diffusa nei secoli scorsi ma di cui rimane un numero esiguo di esemplari”. (di Vittorio Nardon)

 

L’assalto ai giardini fino al prossimo ottobre

Le visite permesse dalle 10 alle 18

TON - L’apertura dei giardini di Castel Thun, avvenuta con grande clamore nei primi giorni di agosto, sta richiamando quotidianamente un nutrito gruppo di turisti desiderosi di riscoprire un castello da troppo tempo dimenticato. I giardini e gli anditi di pertinenza rimarranno aperti fino al 3 ottobre sono visitabili gratuitamente tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 18 con esclusione della sola giornata di lunedì. Nel periodo invernale il castello chiuderà i battenti in attesa che la prossima primavera, a restauri avviati, la gente del Trentino e i turisti possano affacciarsi ai portali del famoso maniero. (di Vittorio Nardon)

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