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Ritorno ai giardini

Folla e curiosità alla riapertura di Castel Thun

Se la presenza di pubblico all’apertura dei giardini di Castel Thun doveva essere il termometro dell’interesse che tale operazione avrebbe destato, l’indice di gradimento è stato buono. Diverse centinaia di persone infatti, sono giunte un po’ da tutta la val di Non e più in generale dal Trentino, per partecipare ad un avvenimento atteso da tempo. Una presenza qualificata di gente, interessata ad un maniero che in parte è ancora avvolto nel mistero. Di molti castelli del Trentino si conoscono nei dettagli le più piccole pietre, di Catsel Thun invece, ancor poco si sa e un certo alone di suspense esiste. Gli stessi addetti ai lavori non escludono le possibilità di qualche interessante scoperta a metà tra la realtà e la leggenda. Il tempo ne sarà il fedele testimone.

La presenza di un folto gruppo di persone del comune di Ton, da tempo al centro di un interesse che da anni non conosceva, testimonia come, anche da parte di questi, si guardi al castello con speranza. Non solo per l’apertura culturale che questo avvenimento può significare, ma anche per la ricaduta in termini “meramente occupazionali ed economici”.

Un primo incontro, quello di ieri sera, tra il pubblico e il castello che ha lasciato molti affascinati e in attesa che nei prossimi anni anche il palazzo comitale con i suoi splendidi arredi sia reso visibile. Per il momento i giardini, seppur vasti e interessanti, non sono che un piccolo approccio ad un castello che è stato protagonista nella storia trentina e non solo, da molti secoli a questa parte.

“Non si può infatti dimenticare che dalla famiglia Thun - come ha voluto sottolineare il sindaco Giovanni Rigotti - sono uscite delle figure importantissime, con una caratura storica, quali Sigismondo l’Oratore, forse il più ragguardevole personaggio dell’illustre casato e alcuni Principi vescovi”. “La stanza del vescovo”, tutta rivestita di legno di cirmolo intagliato, rappresenta infatti un gioiello artistico ed architettonico di rara bellezza.

Ora il castello, che forse in tempi ormai lontani, veniva guardato con un certo timore e senz’altro con diffidenza da chi nobile non era, appartiene alla comunità e principalmente a quella di Ton “che - come ha sostenuto Tarcisio Grandi- si riappropria di ciò che è stato costruito da loro stessi, con fatica e spesso con il sangue”.

Apertura dunque, volutamente in tono sommesso, per non sconvolgere, con un afflusso massiccio e intempestivo, l’equilibrio e l’assetto territoriale e culturale della zona. Fino al tre ottobre i giardini, che da soli meritano una visita, rimarranno aperti con ingresso gratuito dalle 10 alle 16, tutto il resto sarà un cantiere dove continueranno i restauri. Lavori necessariamente lunghi nel tempo, vista la complessità degli interventi e l’esigenza di predisporre delle adeguate norme di tutela per gli innumerevoli oggetti di valore che appartenevano ai Thun. Suppellettili, quadri ed arazzi per il momento sono conservati in locali diversi dal castello proprio per garantirne la sicurezza dopo i numerosi furti degli scorsi anni.

Da parte dei responsabili provinciali si sottolinea come l’apertura sia slittata rispetto ai tempi previsti solo di qualche giorno, a causa di alcuni intoppi burocratici.

 

Tratto da “Alto Adige” del 9 agosto 1993

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