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Tutti i segreti nascosti tra le mura di Castel Thun

Dopo un lungo restauro riapre domani in Val di Non il prestigioso maniero.

E' tutto pronto per dar vita all'evento culturale dell'anno e per tornare ad ammirare le bellezze della dimora della prestigiosa famiglia vescovile.

Dopo una lunga stagione di restauri domani sabato 17 aprile Castel Thun aprirà al pubblico. Sarà l'evento culturale dell'anno, il più importante per la Provincia di Trento e soprattutto per la Valle di Non, che aspetta da tempo la riapertura di questa straordinaria residenza signorile, unica dimora principesca a conservare ancora gli arredi originali, oltre ad una ricca pinacoteca e a preziose collezioni d'arte. L'evento è il risultato di quasi vent'anni di lavori di studi, restauri, recuperi ed acquisizioni che, accanto al Museo, hanno coinvolto le Soprintendenze provinciali ai Beni Architettonici, ai Beni Storico-Artistici e ai Beni Librari, Archivistici e Archeologici. Armonico risultato di varie fasi evolutive succedutesi nei secoli, Castel Thun è un esempio trai i più interessanti di architettura castellana oltre a rappresentare un luogo molto significativo per la storia del principato vescovile: qui nella magnifica stanza del vescovo, morì nel 1800 Pietro Vigilio Thun, l'ultimo principe vescovo della secolare storia del Principato vescovile di Trento. Il maniero unisce il bel palazzo signorile circondato da ampi gioradini ad un complesso sistema di fortificazioni, costituito da torri, bastioni, fossati e muraglie. L'aspetto più affascinate di Castel Thun è che non ha mai smesso di essere abitato, conservandosi nel tempo come dimora arredata, specchio del gusto della famiglia, ma anche del confort e delle esigenze degli esponenti di un ricco casato. Alla fine del medioevo la famiglia Thun era già vasta e ramificata, ricca e potente. Possedeva in trentino e in particolare in Val di Non una rete strategica di castelli e fortezze, fra cui primeggia il maniero di Thun, che domina la valle circostante da un osservatorio privilegiato. Dopo il tracollo delle fortune del casato trentino, che determinò, nel 1871, la vendita del palazzo di città al Comune di Trento, il castello passò nel 1926 al ramo boemo della famiglia, che non solo mantenne l'uso residenziale, ma contribuì alla conservazione dell'edificio e all'arricchimento dell'arredo. Così, quando alla scomparsa dell'ultimo abitante Thun, Zdenko Franz Thun Hohenstein, la Provincia di Trento decise di acquisire il castello, nel 1992, entrò in possesso non solo di un monumento, di uno scrigno di memoria, ricco di collezioni d'arte, di una preziosa biblioteca, di uno straordinario archivio. Rinascimento, Settecento, Impero e Biedermaier convinono nelle sale: secretaires, cassettoni a ribalta, stipi, divani, comodini stile impero, stufe ad olle, argenteria, porcellane, vetri da tavola, armi bianche, forzieri, carrozze, slitte, oltre a dipinti e, ritratti fanno di questa dimora un gioiello da scoprire. Il percorso espositivo, curato dallo staff del Cstello del Buonconsiglio, vedrà la presenza di filmati e installazioni multimediali tridimensionali che ricostruiranno la storia del castello e della famiglia Thun.

 

Tratto dall'inserto SettePiù WEEKEND del quotidiano "l'Adige" del 16 aprile 2010

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