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Un castello da Museo

Ecco come il maniero dei Thun ospiterà la nuova struttura

Un equipe di specialisti ha già installato un piano di massima per gli interventi che consentiranno di trasformare Castel Thun in sede di museo. Già dalla prossima estate ai visitatori dovrebbero essere aperti i giardini ed i cortili; un primo passo cui seguirà a progressiva apertura delle sale. I vari piani di intervento sono stati presentati di fronte ad una palestra ricolma di gente, giunta da ogni parte della valle di Non a Vigo di Ton, dove l’assessore Tarcisio Grandi ed i tecnici cui è affidata la direzione dei vari lavori hanno illustrato programmi e progetti.

Al saluto del sindaco Giovanni Rigotti è seguito l’intervento di Tarcisio Grandi, che ha suddiviso in cinque grandi tranches il progetto generale, che si possono brevemente riassumere in : una ricerca approfondita sulla storia del castello e della famiglia dei Thun, attraverso uno studio affidato ad una equipe di studiosi; la trasformazione dell’intero castello in museo, inteso come museo dell’intera valle di Non; la sistemazione della struttura, sia con restauri e manutenzioni delle opere murarie che con interventi per migliorare gli accessi e realizzare servizi e parcheggi; la preparazione delle risorse umane, con la formazione di personale che possa provvedere alle visite guidate, alla custodia, alla manutenzione ordinaria. A tutti questi progetti, inerenti in specifico Castel Thun, se ne aggiunge uno a più ampio respiro: quello di creare dei “percorsi culturali” della valle di Non, con itinerario che consenta al visitatore, passando da Castel Thun, da San Romedio, dal futuro museo archeologico di Sanzeno, di prendere conoscenza dell’intera realtà storico-artistica della valle, quanto mai -finora- trascurata.

Con l’acquisto di Castel Thun, ufficializzato nel dicembre del 1991, la Provincia ha compiuto un grande passo avanti nella rivalorizzazione dei monumenti storici ancora esistenti sul territorio. Alla spesa di 12 miliardi e 421 milioni iniziale dovranno seguire molti altri interventi finanziari, per far diventare questa struttura il quarto polo museario della Provincia. Per gli abitanti del piccolo centro di Ton sarà necessario -come affermato dal sindaco- abituarsi a convivere con un afflusso di persone assai notevole, che potrà creare talvolta anche qualche disagio. A fine lavori dal pubblico è stata avanzata la proposta di dibattere con i responsabili del progetto, per presentare qualche istanza; proposta negata in questa occasione, dal sindaco definita “festosa”. Semmai degli incontri seguiranno in un secondo momento, con associazioni, amministrazioni, forze politiche. Venerdì sera al dibattito, per espressa volontà dell’assessore Grandi, è stato preferito il brindisi augurale.

 

Un’opera complessa

L’ingegner Ezio Mattivi, dirigente provinciale, è il responsabile coordinatore degli interventi necessari per giungere all’apertura del castello. Mattivi ha iniziato dal problema viabilità: dalla strada provinciale il futuro museo è raggiungibile percorrendo una stradina lunga poco meno di 1 chilometro e mezzo, che è necessario allargare leggermente e dotare di piazzole che consentano il contemporaneo passaggio di due pullman. La stradina comunale sarà provincializzata, si renderanno necessari degli espropri, anche per la realizzare i necessari parcheggi. Il costo preventivato è di 6-700 milioni.

Più tempestiva sarà la sistemazione dei giardini del castello, e del bosco che lo circonda. Il servizio ripristino ambientale della Provincia dovrebbe iniziare ad operare quasi da subito, completando tutti i lavori più urgenti nel periodo marzo-luglio di quest’anno, in modo da rendere almeno i giardini esterni immediatamente visitabili.

Più complesso l’intervento riguardante le opere igienico sanitarie e le forniture di corrente elettrica. E’ necessario costruire un secondo serbatoio e potenziare il pompaggio dell’acqua sul colle dove sorge il maniero, mentre gli scarichi dovranno essere collegati con la rete fognaria del comune di Ton.

Sempre entro luglio di quest’anno saranno sistemati anche i cortili, alcuni servizi igienici, la residenza del custode; mentre senz’altro a lungo dureranno le opere di ristrutturazione complessiva del castello e di restauro di affreschi. Per il 1993, ha concluso Mattivi, la Provincia ha stanziato circa 500 milini di lire, per dare risposta alle prime necessità. Non è ancora possibile definire il costo complessivo delle operazioni necessarie, certo è che si tratterà di un intervento plurimiliardario.

 

E dentro, un tesoro

Il patrimonio del castello è vastissimo e pregiato

Da un primo intervento sommario i beni mobili compresi in Castel Thun al momento dell’acquisto consistono in 830 lotti, costituiti complessivamente da circa 8 mila pezzi tra mobili, stampe, stoviglie, suppellettili, armature. A questi si sommano circa 400 tele e dipinti di grande pregio artistico, tra cui non mancano “firme eccellenti”; incisioni di Durer, tele di Luca di Lovanio, di Otto Runge, di Enrico Heinlein, di Jacopo da Ponte (più noto come “il Bassano”), una addirittura attribuita al Caravaggio.

Direttore del museo di Castel Thun sarà Laura Dal Prà, già vicedirettore del museo del Buonconsiglio. Nel suo intervento, la Dal Prà ha ricordato che Castel Thun diverrà la quarta sede musearia provinciale dopo il castello del Buonconsiglio, Castel Stenico acquistato dalla Provincia nel 1973, Castel Beseno acquistato nel 1998. il primo impegno, ha continuato la direttrice è stato quello della presa in carico delle collezioni, mentre è stata perfezionata la sorveglianza diurna e notturna e sono stati attivati degli impianti di allarme.

Il recupero organico del castello proseguirà per lotti successivi: mentre per quest’anno saranno fruibili dal pubblico giardini e cortili, l’anno venturo lo saranno probabilmente le sale del piano terra, e si procederà quindi a restaurare e sistemare progressivamente gli altri vani. Già nel periodo luglio-settembre 1993 saranno aperti il parco e dei percorsi minimali.

Nel frattempo gli addetti cureranno la pubblicazione di opuscoli, cartellonistica, materiale divulgativo. Non sarà trascurato un settore didattico, con lo sviluppo di percorsi tematici adatti a diversi gradi di istruzione scolastica, o alle esigenze dei vari gruppi di visitatori. Non mancheranno una sala video e -ovviamente all’americana- il “book shop”, il luogo cioè dove si potrà acquistare materiale librario.

Castel Thun non dovrà limitarsi ad essere museo di sé stesso, ha concluso la Dal Prà, ma dell’intera valle di Non; esso dovrà diventare inoltre sede di mostre. L’auspicio è che i 130 mila visitatori annui delle tre sedi mussali (Buonconsiglio, Stenico, Beseno), aumentino proporzionalmente con l’apertura di questo nuovo polo.

 

Tratto da “l’Adige” del 31 gennaio 1993

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