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Le Pro-Loco in Provincia di Trento

Con la legge 11 giugno 2002 n.8, la Provincia autonoma di Trento ha riformato il pregresso assetto pubblicistico relativo all’organizzazione turistica, previsto dalla vecchia legge provinciale n.21 del 1986, costituendo certamente uno snodo irreversibile e fondante nella promozione del territorio.

La novella in parola ha però trascurato un elemento molto importante nel contesto turistico trentino, costituito dal volontariato organizzato, attraverso l’operato di numerose associazioni Pro-Loco, a presidio di altrettante realtà comunali. La presenza delle Pro-Loco è stata sempre considerata un elemento talmente ovvio e scontato da portare il legislatore a non prestarvi, per diverso tempo, particolare attenzione.

Le associazioni Pro-Loco sono organizzazioni storicamente consolidate, radicate nei territori, capaci di mobilitare le risorse preziose del volontariato e canalizzarle nelle attività di promozione e accoglienza turistica. Le Pro-Loco rappresentano dunque una componente affatto marginale nel contesto degli interventi e delle attività di carattere turistico locale. In altre parole, la valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali è in buona parte sostenuta dalla presenza sul territorio di queste aggregazioni le quali, anche attraverso la funzione di promozione turistica, diventano cassa di risonanza delle peculiarità della zona in cui sono insediate.

Se si riconosce quindi il ruolo vitale esercitato dalle Pro-Loco in Trentino e il loro essere struttura principe della promozione turistica dei luoghi, è pregnante l’esigenza di approntare adeguati strumenti legislativi, affinché esse trovino ufficiale riconoscimento, oltre che concreta valorizzazione.

Le Pro-Loco, già “Associazioni di Abbellimento”, sono un primato del Trentino, da sempre riconosciuto a livello nazionale.

L’idea, almeno inizialmente, non fu certo quella di dedicare l’attività delle associazioni alla promozione del turismo, quanto a concretare in opere il desiderio di migliorare il paese, rendendolo più vivibile ed ospitale. In particolare, la più vecchia Pro-Loco d’Italia, sorta appunto a Pieve Tesino, nacque come ente volontaristico che, almeno nei primi tempi, aveva il preciso compito di sistemare a giardino ed ornare di piante il colle su cui sorge l’antica chiesetta dedicata a San Sebastiano, considerata una delle più pregiate dell’intera vallata.

Solo successivamente essa venne ad occuparsi di turismo in una prospettiva più ampia, incentrata sulle attività di accoglienza e di intrattenimento, oltre che sulla difesa dell’ambiente e delle tradizioni.

Ma a distanza di tre anni dalla sua approvazione, il legislatore provinciale ha inteso introdurre alcune modifiche alla precedente legge provinciale n.8 del 2002. Uno degli intenti era quello di rafforzare l’impostazione normativa avviata con la pregressa disciplina, incentivando un maggior coinvolgimento dei diversi attori, tra cui le associazioni senza scopo di lucro operanti in quelle aree territoriali non presidiate dalle nuove Aziende di Promozione Turistica.

Le novità in argomento, appunto introdotte dalla legge provinciale n.13 del 2005, costituiscono elementi certamente rilevanti per il mondo del volontariato turistico, rafforzando il “sistema” delle Pro-Loco attraverso una puntuale ed articolata disciplina delle stesse e dei loro Consorzi.

Per formare una Pro-Loco è necessario seguire un iter ben preciso: essa scaturisce dall’iniziativa di un comitato promotore che raccoglierà l’adesione di un congruo numero di soci simpatizzanti, quindi deve indire un’assemblea costituente nell’ambito della quale, dopo aver approvato uno Statuto-tipo, eleggerà un consiglio direttivo. Lo Statuto, in particolare, deve essere informato ad una serie di consolidati requisiti, quali la democraticità della vita associativa, la trasparenza nei bilanci, la gratuità delle cariche, la presenza di amministratori comunali nel consiglio di amministrazione e la devoluzione a fini di pubblica utilità del patrimonio residuo in caso di dissoluzione.

Circa l’ambito di interesse, viene stabilito che, in una medesima realtà territoriale, non possa sussistere più di una Pro-Loco. La dimensione territoriale coincide generalmente con quella comunale anche se, per essere più precisi, una Pro-Loco può anche operare in una frazione, località o circoscrizione nell’ambito di un medesimo Comune.

La presenza e la gestione di un albo provinciale è certamente il legame istituzionale più forte tra quelli intercorrenti fra Pro-Loco ed Amministrazione pubblica. L’iscrizione all’albo costituisce per le stesse la forma di riconoscimento più incisiva ad opera dell’Ente pubblico, impersonato, nella specie, dalla Giunta provinciale, oltre che condizione necessaria per accedere ai relativi contributi.

L’istanza di iscrizione all’albo delle Pro-Loco dovrà essere inoltrata al Servizio Turismo della Provincia autonoma di Trento entro i seguenti termini: il 31 dicembre dell’anno antecedente all’attuazione delle iniziative programmate nell’anno successivo, entro il 30 aprile dell’anno di realizzazione delle iniziative per eventuali modifiche e integrazioni delle domande presentate il 31 dicembre che l’assemblea dei soci intenda necessario richiedere.

Le associazioni Pro-Loco, che decidono di presentare richiesta di sovvenzioni, devono risultare iscritte nell’elenco di cui sopra. I contributi sono corrisposti a fronte di programmi annuali di attività, certificati da bilanci e dimostrati dalla documentazione delle spese. La domanda deve quindi essere corredata di un piano finanziario delle entrate e delle uscite previste per la realizzazione delle attività turistiche, non dovendo in esso essere inserite le spese non documentabili.

La quantificazione dei finanziamenti viene correlata a due variabili di facile reperibilità: abitanti e presenze turistiche totali, registrati a livello comunale. Sono state così definite quattro classi dimensionali, sia per la variabile residenti che per quella delle presenze turistiche e, in corrispondenza di ciascuna classe, è stata fissata una soglia massima di contribuzione.

Accanto ai due criteri di cui sopra, opera un terzo parametro, consistente nell’importo richiesto in domanda per la realizzazione del programma.

Le fasce contributive hanno rispettivamente come tetto massimo 4.000.00, 8.000.00, 12.000.00 e 16.000.00 Euro. L’entità della sovvenzione, a sostegno delle attività delle Pro-Loco, non potrà dunque superare né l’ammontare della richiesta, né i valori massimi.

Il contributo provinciale copre in media un decimo del bilancio delle Pro-Loco. Gran parte degli introiti dovranno pertanto scaturire da forme di autofinanziamento, oltre che dagli eventuali contributi erogati da istituti bancari, in specie Casse Rurali, piuttosto che dagli Enti comunali. Eventuali finanziamenti potranno essere ottenuti attraverso la realizzazione di attività di tipo commerciale, che potranno però essere al massimo due nell’arco di un anno.

L’elenco delle associazioni Pro-Loco è soggetto a vigilanza ad opera del menzionato Servizio Turismo della Provincia, che provvederà ad effettuare, anche in materia di finanziamenti, i relativi controlli.

Una delle novità più significative introdotte dalla legge del 2005 consiste nel riconoscimento delle Pro-Loco come realtà di volontariato sociale, con diritto di essere iscritte nell’apposito albo provinciale delle associazioni di promozione sociale di cui alla legge provinciale n.8/1992. Ciò consente loro di fruire di deroghe ed agevolazioni nell’organizzazione delle proprie iniziative; esso comporta inoltre la catalogazione delle stesse anche nel relativo albo nazionale delle associazioni di promozione sociale previsto dalla legge n.383/2000.

La legge sulle associazioni sociali non prevede espressamente le Pro-Loco, i cui fini statutari sono tuttavia perfettamente compatibili con la definizione che la legge dà delle associazioni di promozione sociale. Poiché le Pro-Loco non sono solamente associazioni turistiche, ma svolgono, nelle località in cui operano, anche una non trascurabile attività di utilità sociale ed i loro statuti devono prevedere il pieno rispetto della libertà e dignità degli associati, l’Unione Nazionale delle Pro-Loco d’Italia, che raggruppa migliaia di Pro-Loco in tutte le Regioni, è una di quelle associazioni aventi diritto all’iscrizione nel registro nazionale delle associazioni di promozione sociale; ciò comporta vantaggi sul piano istituzionale, fiscale, promozionale e finanziario, ma richiede che le Pro-Loco aderenti a tale organismo adottino Statuti coerenti con la legge sull’associazionismo sociale, che non producano alcuna conflittualità con i fini della Regione.

La disciplina circa l’organizzazione del settore turistico, dalla legge n.21/1986 alla novella n.13/2005, passando per la normativa n.8/2002, non ha mancato di assegnare un ruolo strategico a quelle realtà senza fini di lucro denominate Consorzi fra Pro-Loco.

Essi sorsero per un motivo pratico: per le Pro-Loco più piccole risultava infatti difficoltoso fare promozione turistica, a meno che non si intendessero gli interventi di abbellimento del paese, quanto il far conoscere all’esterno lo stesso. Inoltre, l’offerta turistica, per essere valida e completa, spesso non poteva limitarsi ad un solo Comune, ma doveva essere organizzata a livello di vallate.

Sulla base di queste premesse, alcune delle Pro-Loco operanti nel territorio provinciale hanno dunque aderito ai menzionati Consorzi.

Ai fini di un’esatta comprensione delle figure in discorso, giova chiarire brevemente come si articola la promozione turistica in Trentino. Essa si suddivide su tre livelli: mentre a livello centrale opera la nuova società Trentino S.p.a. e a livello comunale le associazioni Pro-Loco, rileva, ai nostri fini, un livello intermedio, che si potrebbe definire “periferico”. Tale territorio provinciale è suddiviso in aree geografiche che, a loro volta, contengono 15 ambiti turistici e 11 zone minori. Negli ambiti turistici operano le nuove Aziende per il Turismo, mentre le altre zone sono di competenza dei Consorzi di associazioni Pro-Loco.

Il Trentino disponeva di una legge, la n.21 del 1986 che, al di fuori degli ambiti di competenza territoriale delle vecchie Aziende di Promozione Turistica, istituiva i Consorzi tra Pro-Loco aventi ruolo paragonabile alle stesse; nelle aree escluse dalle dirette competenze delle APT, le Pro-Loco, preferibilmente se consorziate, potevano svolgere una funzione autonoma, istituendo uffici IAT e assumendo funzioni di vere e proprie aziende.

I Consorzi hanno poi ricevuto nuovo impulso dalla legge provinciale n.8/2002, seppur nell’ambito di una complessiva rivisitazione della promozione turistica del nostro territorio. In particolare, concorrono alla promozione turistica in ambito locale anche nelle località fino ad allora presidiate dalle APT d’ambito, che si accingevano, seppur gradualmente, ad acquisire forma giuridica di Aziende privatizzate, la cui presenza precludeva appunto l’operare delle associazioni Pro-Loco.

Un’altra delle novità, scaturita dalla novella in parola, è costituita dal fatto che tre dei Consorzi operanti in Provincia sono stati assorbiti in ambito APT. In conseguenza di ciò, per l’Ente provinciale essi non fanno più promozione turistica, occupandosene l’APT di riferimento e di conseguenza non vengono erogati contributi per l’espletamento di questo genere di attività. Nonostante ciò, questi Consorzi svolgono ancora, seppur indirettamente, attività promozionale, fornendo prestazioni per conto del soggetto d’ambito, nella veste giuridica di socio, su commissione dello stesso.

I Consorzi tra Pro-Loco sono stati oggetto di un’attenzione particolare ad opera del legislatore del 2005. Il loro ruolo risulta decisamente rafforzato, forte del fatto che essi costituiscono soggetto di riferimento per la Trentino Spa e per i Comuni in essi ricompresi per quanto riguarda la promozione e la valorizzazione turistica del proprio territorio, secondo un approccio sistematico, basato sulla concertazione e sulla collaborazione tra entità pubbliche e soggetti privati.

Questa loro maggior importanza deve trovare adeguata composizione con quella che sembra essere la tendenza emersa dalla legge n.13/2005 nel suo complesso: il fatto che il turismo trentino debba lavorare su grandi progetti insistenti su ambiti territoriali sempre maggiori. Ciò sembrerebbe quasi anticipare che nel futuro altre realtà consortili finiranno per essere inglobate nelle APT. Questo inevitabilmente andrebbe a confermare che sono sempre più le Pro-Loco comprese in ambito APT, rispetto a ciò che accadeva fino a due anni a questa parte, caratterizzati da un numero maggiore di Pro-Loco gravitanti attorno a strutture consortili. Bisogna poi aggiungere che la nostra Provincia si caratterizza per un’area presidiata da Pro-Loco autonome, cioè non riconducibili alle APT né ai Consorzi; esse sono cinque55 e sono insediate nella zona della Piana Rotaliana.

Le recenti modifiche sottolineano che i Consorzi svolgono un’indispensabile azione di coordinamento delle Pro-Loco, oltre che di supporto, consulenza ed aiuto per l’espletamento delle pratiche burocratiche, regolamentari e fiscali alle quali deve sottostare l’attività delle stesse.

Ma il ruolo principale dei Consorzi è sicuramente quello esercitato sul piano promozionale; ciò significa che il loro operato è in gran parte rivolto ad individuare e a sviluppare strategie di promozione turistica nei territori ad essi afferenti.

Questa funzione, che si potrebbe definire in senso lato “propagandistica”, si appresta, in virtù delle recenti modifiche normative, a veder coinvolti, all’interno della stessa struttura consortile, ulteriori soggetti. La nuova disciplina ha infatti consentito la partecipazione nella gestione dei Consorzi, seppur in misura minoritaria, anche degli operatori turistici e delle amministrazioni comunali; ciò, si auspica, permetterà per il futuro, l’elaborazione di programmi di sviluppo maggiormente condivisi e, di conseguenza, più incisivi.

Ampliare la sfera della partecipazione democratica attorno ai temi del turismo e assicurare alle sue prospettive di sviluppo il consenso delle categorie interessate allo stesso, seppur all’interno di un medesimo Consorzio, consente un’effettiva partecipazione all’assetto del territorio e alla sua utilizzazione rispettosa delle vocazioni dei singoli ambiti, per la realizzazione di una più moderna politica turistica. Nello specifico la normativa prevede che, ai direttivi dei Consorzi, ed in particolare alle assemblee degli stessi, possano aderire tanto i rappresentanti delle categorie interessate al turismo, quali ad esempio gli albergatori, tanto i rappresentanti dei Comuni.

Costituisce un’eccezionale estensione dei compiti delle Pro-Loco e dei loro Consorzi la normativa della Provincia autonoma di Trento e, nello specifico, l’articolo 14 della legge n.8/2002, laddove prevede che i menzionati soggetti possano essere autorizzati alla vendita e all’intermediazione di pacchetti turistici, formati esclusivamente da prodotti trentini. Quest’ultima previsione rivela, in particolare, l’intenzione del legislatore di rafforzare la connotazione imprenditoriale dei citati organismi, affidando agli stessi una “classica” attività di pertinenza delle agenzie di viaggio, quale è appunto la commercializzazione di pacchetti turistici “all inclusive”; si riconosce inoltre la possibilità che l’attività di commercializzazione possa essere realizzata anche indirettamente, attraverso una società strumentale.

Purtroppo questa previsione non ha fino ad ora trovato concreta attuazione anche se alcuni Consorzi, ancor prima della legge del 2002, si occupavano di pacchetti turistici “tutto compreso”. Essi predisponevano proposte turistiche “all inclusive” e si occupavano della “pubblicizzazione” in senso ampio di queste; l’attività di commercializzazione non veniva però effettuata direttamente dagli stessi, bensì realizzata dalle APT del Trentino, piuttosto che dalle agenzie di viaggio. Questi “pacchetti-tipo” comprendevano solitamente due o tre giorni di permanenza in strutture ricettive abbinata ad iniziative particolari, quali ad esempio visite a realtà agricole, percorsi gastronomici, itinerari nella natura.

La legge n.13 del 2005 ha introdotto una significativa modifica circa la composizione dei suddetti “pacchetti turistici”. Le associazioni Pro-Loco ed i relativi Consorzi possono infatti organizzare “pacchetti turistici” che comprendono, unitamente ai prodotti turistici trentini, ulteriori servizi non accessori al trasporto o all’alloggio predisposti fuori dal territorio provinciale. L’ultimo inciso permette di abbinare all’offerta trentina proposte che esulano dall’ambito prettamente locale, rappresentate, nello specifico, da visite, itinerari ed escursioni per così dire “fuori porta”. La ratio di questa disposizione è quella di rendere più appetibili i “pacchetti turistici”. Si tratta di una previsione che costituisce invero una possibilità di ampliare la gamma dell’offerta di prodotti elaborati dagli operatori turistici diversi dalle agenzie di viaggio.

Interessante è, a questo proposito, che possa trovare reale attuazione il progetto, ancora in fieri, che prevede la possibilità, per i vari Consorzi, di predisporre e vendere “pacchetti turistici” trasversali agli stessi, comprendenti servizi afferenti ai rispettivi territori interessati. Nell’ambito di ciò troverebbero particolare interesse i “pacchetti a tema”, caratterizzati da un denominatore comune, quale ad esempio il turismo religioso, con la visita a santuari e chiese, piuttosto che il turismo culturale, relativo ai castelli e ai poli museali.

Una delle funzioni più strategiche ricoperte dalle Pro-Loco e dai loro Consorzi riguarda il coinvolgimento degli stessi, accanto agli altri operatori turistici e commerciali della zona interessata, in “progetti di qualità”. Essi sperimentano modelli di pianificazione territoriale dedicati allo sviluppo turistico di determinati territori comunali, aree di particolare interesse naturalistico e paesaggistico. Tutta l’attività progettuale è supportata, anche dal punto di vista finanziario, dalla Commissione Europea, che ha valutato queste esperienze come esempi concreti di promozione, replicabili ed esportabili in altri Paesi dell’Unione.

Uno degli aspetti più significativi che, si presume diverrà ufficiale entro l’anno, è la predisposizione di un “marchio” che certifichi la qualità delle stesse. L’idea, tuttora in divenire, è quella di assegnare questo contrassegno a singole manifestazioni, ritenute particolarmente meritorie, anche se non si esclude che possano direttamente fregiarsi dello stesso le singole Pro-Loco, in virtù della loro offerta turistica globalmente considerata.

Questo logo assumerà nel tempo un carattere distintivo delle peculiarità dell’offerta turistica delle singole Pro-Loco e potrà essere dalle stesse veicolato come strumento di marketing territoriale che, al di là della forte valenza garantista, sia in grado di favorire un turismo sostenibile, attento e consapevole delle specifiche vocazioni dei luoghi.

Uno dei problemi maggiormente sentiti attiene alla collaborazione tra Comune e Pro-Loco. Il rapporto di un’associazione come la Pro-Loco con l’Ente locale è fondamentale per una reale promozione della località rappresentata, sia perché i due istituti sono espressione di uno stesso territorio, sia perché nel campo turistico-culturale hanno gli stessi compiti.

E’ pertanto indispensabile che le Amministrazioni comunali vedano sempre più nella Pro-Loco l’organo di specifica competenza turistica, pronto a svolgere, all’occorrenza, una necessaria funzione di coordinamento delle diverse realtà associative presenti nei vari paesi.

La Pro-Loco dovrebbe avere un posto privilegiato nel capitolato turistico-culturale del Comune, acquisendo una sorta di diritto di prelazione sull’attività turistica. Ciò viene confermato anche dalla recente normativa che sancisce il principio in base al quale le Pro-Loco sono le associazioni di riferimento alle quali i Comuni si debbono rivolgere prioritariamente per la realizzazione delle attività di promozione turistica e valorizzazione del proprio territorio.

In Provincia risultano poi essere particolarmente attivi, tanto a livello di singole Pro-Loco, quanto a presidio dei relativi Consorzi, gli Uffici di Informazione e di Accoglienza Turistica, identificabili con la sigla IAT. Strutture prive di personalità giuridica, dipendono organicamente e funzionalmente dall’Ente cui fanno riferimento, essendo diretta emanazione dello stesso. Essi costituiscono dei veri e propri punti di assistenza per il turista, fornendo informazioni, proponendo visite guidate, indicando l’acquisto di prodotti turistici locali, fornendo proposte alberghiere, facendo conoscere le iniziative mediante la realizzazione di materiale pubblicitario, valorizzando il turismo culturale con la creazione di itinerari alternativi per un giorno o un fine settimana.

Gli uffici di assistenza dei Consorzi, oltre a svolgere i compiti di cui sopra, collaborano con gli uffici delle Pro-Loco associate, oltre a gestire congiuntamente la promozione dei relativi territori.

Quella che dalla legge n.13 del 2005 viene denominata Federazione Trentina delle Pro-Loco e dei loro Consorzi, nacque nel 1982 con la denominazione di Federazione Trentina dei Consorzi Pro-Loco, fra i Consorzi allora esistenti in Provincia di Trento.

Essa esercita innanzitutto una funzione di coordinamento nei confronti delle affiliate, organizzando le loro iniziative al fine di promuovere unitariamente l’offerta turistica.

Inoltre, assicura supporto e consulenza agli Enti federati, oltre che salvaguardare i relativi interessi, finanche in sede giurisdizionale.

La Federazione rappresenta inoltre il Trentino in seno all’ Unione Nazionale Pro-Loco d’Italia, associazione contraddistinta dalla sigla UNPLI.

Quest’ultima, nata nel 1962 con l’intento di tutelare e rappresentare le Pro-Loco, svolge costantemente un enorme lavoro per conferire alle sue associate il giusto riconoscimento nel settore turistico. A tal proposito ha stipulato una serie di Convenzioni con enti pubblici e privati che prevedono cospicue facilitazioni economiche per le stesse.

Significativo è l’accordo siglato con la SIAE, riguardante l’organizzazione di manifestazioni sia a titolo gratuito che non; un’altra Convenzione importante è quella con l’ ENEL che prevede uno sconto del 50% circa sulla fornitura di energia elettrica per manifestazioni equiparate a quelle gestite dagli spettacoli viaggianti; senza dimenticare l’accordo con Universo Assicurazioni, che dà la possibilità di stipulare una polizza di responsabilità civile per tutte le manifestazioni organizzate durante l’anno ad un prezzo ridotto ed assicurazioni per i soci e i collaboratori occasionali. Le Pro-Loco iscritte all’ UNPLI possono inoltre usufruire delle Convenzioni con Touring Club Italiano, con Mastercard, con la catena alberghiera dei Blu-Hotels, oltre a poter essere seguite e supportate, nella loro attività, da esperti e professionisti del settore.

Tornando alla Federazione, tale ruolo rappresentativo ha trovato in Provincia ufficiale riconoscimento solo recentemente, in virtù della legge provinciale n.13/2005, nella quale viene riconosciuta come Comitato Regionale UNPLI.

Con la recente novella si prospetta per la Federazione un ulteriore ruolo, che contribuirà a renderne più incisivo l’operato. La Provincia potrà infatti avvalersi della stessa per effettuare le verifiche sull’attività istituzionale delle Pro-Loco e dei loro Consorzi, compresi i controlli sui contributi erogati dalla stessa.

L’articolazione locale dell’ UNPLI opera pertanto come interlocutore privilegiato nei confronti della Provincia e, in particolare, del Servizio Turismo.

La Federazione costituisce quindi una sorta di “collettore”, di punto di sintesi in cui far confluire le iniziative degli Enti federati, non rinunciando tuttavia a quel ruolo, che le è proprio, di “regia autonoma” rispetto ai progetti comuni tanto delle singole Pro-Loco quanto dei relativi Consorzi.

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