Festa del Turista
Una festa dalle radici profonde
La Festa del Turista nasce nel 1973 come manifestazione a contorno della festa patronale della frazione di Vigo. La ricorrenza religiosa in onore di Santa Maria Assunta viene celebrata il 15 di agosto e vede la partecipazione dell'intera popolazione del comune di Ton.
La secolare cerimonia seguiva in passato un rigoroso protocollo e la sua preparazione impegnava la popolazione per svariati giorni. Dalle musiche ai cori, dagli abiti da cerimonia alle pietanze da assaporare durante il pranzo ferragostano; tutto doveva essere curato nei minimi dettagli. Le prove dei campanari e dei cantori riecheggiavano per giorni, accogliendo i parenti emigrati all'estero che per l'occasione tornavano a far visita alla famiglia. Lo spirito e la fede riuniva tutti i credenti e trasformava la cerimonia in una festa della comunità.
Si iniziava tre giorni prima con un triduo presieduto da un frate francescano per preparare spiritualmente i fedeli al grande evento. Il giorno di ferragosto venivano celebrate tre funzioni: la messa cantata al mattino, i vespri in gregoriano nel primo pomeriggio ed infine la processione per le vie del paese. Nei successivi tre giorni il rituale veniva completato un con secondo triduo questa volta celebrato dal parroco del paese.
Il culmine risultava però essere la processione. Il percorso è rimasto immutato; la statua della Madonna Assunta era rigorosamente portata a spalla dalla classe di coetanei che in quell'anno avrebbero compiuto i 18 anni. Il compito di organizzare e gestire la processione era assegnato della Confraternita del Santissimo. Il protocollo da seguire era molto rigoroso, l'ordine delle persone, i costumi indossati dai coetanei (una mantellina rossa sopra una veste bianca), la parata dei confaloni e soprattutto il rispetto del silenzio assoluto.
Davanti a tutti le bambine che nell'anno avevano ricevuto la comunione buttavano petali di rose, seguiti da confaloni, la statua della santa, ed il parroco. Subito dopo il coro, gli uomini e per ultime le donne. Tutti i componenti del corteo procedevano a coppie.
Era tradizione indossare a questa occasione l'abito migliore o aspettare tale evento per sfoggiarne uno nuovo. Per i coetanei la festa rappresentava un vero rito di iniziazione all'età adulta. La maturazione del ragazzo che diventa uomo doveva assolutamente passare attraverso questo atto di fede.
Usanze a contorno della cerimonia religiosa
Vista la semplicità del vivere contadino fino agli anni '50 e '60 vi erano ben pochi intrattenimenti per la popolazione. La festa era colta anche come occasione per le donne di proporre ai commensali un menù più ricco, servendo anche della carne che in molte famiglie scarseggiava.
In molti ricordano ancora il gelataio che dal vicino paese di Mezzolombardo risaliva lentamente la strada con la sua bici a tre ruote per offrire in piazza un cono gelato in cambio di poche Lire. E' rimasto scolpito nei ricordi anche l'usanza di bersi una gazzosa al bar del paese: oggi visto come un gesto senza significato, ma che allora risultava un piccolo lusso che solo in rare occasioni ci si concedeva.
Con l'aumentare del benessere sociale i rituali religiosi hanno via via subito dei ridimensionamenti e sono nate nuove attrattive a contorno. Un incremento del turismo locale, richiamato dalle bellezze naturali che caratterizzano la vallata, ha fatto si che nel comune di Ton nascessero i primi alberghi e la possibilità di affittare piccoli appartamenti vacanza.
Nasce così nel 1973 l'idea di creare una festa in questo periodo estivo di maggiore fermento. Si deve a Sergio Bersan, allora presidente della Pro Loco, l'ideazione e la realizzazione della Festa del Turista. L'evento è nato con lo scopo sia di intrattenere i visitatori durante il loro periodo di soggiorno sia di rendergli omaggio con un segno di gratitudine da parte del paese.
Canti e balli animavano le serate, mentre le cucine facevano assaporare i prodotti ed i piatti tipici della zona. Negli anni si è sempre cercato di rinnovare la festa ferragostana seguendo le mode del momento, ma lasciando intatto lo spirito che anima queste giornate.
La Festa del Turista oggi
La Festa del Turista viene anche oggi organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con tutte le altre associazioni presenti sul territorio. L'evento dura normalmente dai tre ai quattro giorni ed è caratterizzato da un'ampia offerta di spettacoli. L'intento è quello di soddisfare il gusto di tutte le fasce di età, dai bambini agli anziani.
Lo sforzo necessario è notevole e solo grazie al lavoro congiunto dei diversi gruppi di volontari un piccolo comune come Ton riesce a mantenere alto il livello qualitativo di questa manifestazione ferragostana.
Sebbene le mode che si susseguono nel tempo rendono mutevole la formula proposta di anno in anno, le principali tradizioni sia sacre che profane si mantengono intatte.
Il ruolo volto dai coetanei (detti anche coscritti) durante la processione è rimasto immutato; nel tempo si sono aggiunte nuove usanze come quella di tagliare un pino, scorticarlo, facendo attenzione di preservare la cima, e piantarlo nella piazza del paese. Nella notte che precede l'inizio della festa vengono apposti cartelli inneggianti l'annata e vengono dipinte frasi e piccole rime lungo le strade e le piazze del comune.
La parte religiosa seppur ridimensionata nel numero delle celebrazioni rimane per la popolazione un momento sentito e l'affluenza al corteo ne è un importante dimostrazione.
Il campanò (una sorta di carrion fatto con le campane della chiesa) riecheggia ancora per giorni e giorni e nuove leve vengono istruite dagli anziani, tramandando così non solo le particolari tecniche di esecuzione ma anche una rarissima tradizione secolare.
L'ormai consolidata organizzazione delle cucine consente di servire pietanze tradizionali del luogo ad un vasto numero di persone che affluiscono nella piazza di Vigo da tutta la regione.
A conclusione di questi giorni di festa ed allegria, verso la mezzanotte del giorno di ferragosto un magnifico spettacolo pirotecnico illumina il cielo sopra Vigo di Ton. Migliaia di persone col naso all'insù si godono questi giochi di luce; poi, lentamente, salutano il nostro paese e si danno appuntamento all'anno seguente.

