Le fasi del restauro
Alla morte del conte Zdenko il destino di castel Thun apparve fin da subito incerto. La cessione del maniero a privati della zona non fece altro che alimentare un acceso dibattito riguardante la corretta manutenzione e sorveglianza dello stesso e la necessità di un intervento pubblico. Questo venne considerato indispensabile per la tutela di un tale patrimonio storico ed artistico. Nei dieci anni tra la morte dell'ultimo conte Thun e l'acquisto della Provincia Autonoma di Trento infatti non si registrarono interventi manutentivi della residenza nobiliare e si verificarono diversi tentativi di furto.
Finalmente nel 1992 la Provincia acquisì il complesso per 2.469.717.800 lire dopo aver acquisito quadri, arredo, archivio e biblioteca di 7.300 libri per 9.817.904.000 lire.
Le complesse operazioni di restauro sono state pianificate in due fasi. I primi interventi hanno avuto come obiettivo prioritario l’arresto del degrado strutturale del complesso e così permettere l’apertura al pubblico alle pertinenze del maniero (giardini e loggiato dei cannoni). Si è poi passati ai lavori di consolidamento statico che potranno consentire la futura apertura al pubblico del palazzo comitale come sede museale.
In particolare i primi interventi di recupero hanno riguardato le coperture e l'installazione di un impianto di allarme e uno antifulmine. Per aprire gli esterni, sono stati poi effettuati il restauro e consolidamento delle cinte murarie, la sistemazione dei cortili e dei giardini, le reti tecnologiche, i servizi, i locali di abitazione del custode.
Nella seconda fase, avviata nel 2001, sono stati effettuati interventi di deumidificazione delle murature e di risanamento degli intonaci, realizzando un cunicolo aerato perimetrale al Palazzo comitale e un impianto di elettro-osmosi. Nel 2007 i progetti impiantistici, il restauro e recupero del secondo e del terzo piano del Palazzo Comitale, di parte delle due torri sulla prima cinta muraria, della torre di Basilio con il rifacimento della copertura in scandole di legno e la Biblioteca con l’importante intervento di discialbo e restauro degli stucchi settecenteschi. Nel 2009 sono stati restaurati i locali esterni al loggiato dei Cannoni per gli accessi alla biglietteria, ai servizi igienici e allo spazio family. Le abbondati nevicate invernali hanno purtroppo compromesso gravemente la copertura del loggiato dei Cannoni e di parte del Palazzo Comitale: gli interventi sono ancora in corso insieme all'illuminazione esterna e al restauro del corridoio di San Giorgio. All'esterno si stanno predisponendo la sistemazione degli accessi e del sottobosco. Un parcheggio è previsto ai piedi della collina.
Un'ultima fase di restauro è prevista dopo l'apertura al pubblico del 17 aprile 2010. Infatti l'intervento di recupero del “cantinone” è programmato per il 2011 e probabilmente ospiterà la preziosa collezione di carrozze e slitte, mentre per le facciate del castello si dovrà attendere il 2012.
L'intervento della Provincia, tuttavia non si è limitato al recupero del maniero, ma negli anni si è impegnata a riacquistare attraverso varie fonti importanti oggetti da collezione posseduti dalla famiglia Thun e che sono stati ceduti o sottratti negli anni. Tra i più importanti è l'acquisto di due colubrine datate 1554 facenti parte di una collezione di dodici pezzi conservati fino al XIX secolo nel maniero. I due pezzi rivestono particolare importanza, essendo legati alla figura di uno dei personaggi più illustri della casata, il conte Sigismondo, rappresentante imperiale al Concilio di Trento.

