Chiesa di San Nicola
Situata nella parte alta del paese e affiancata dal campanile del profilo aguzzo, la Parrocchiale di Toss presenta una facciata imponente, divisa da quattro lesene sormontate da capitelli: mentre sui laterali sono affrescati San Pietro e San Paolo, quello centrale è caratterizzato dall'immagine di San Nicola da Bari, titolare della chiesa.
Il frontone triangolare sopra il cornicione è ornato dalla Madonna Immacolata sovrastata dal busto di Dio Padre in Gloria. Il parato murario è opera dell'architetto e stuccatore Antonio Bianchi da Brienno, che tra il 1769 e il 1773 ampliò l'edificio preesistente sia nel presbiterio che nella navata; l'autore della decorazione pittorica coeva, di qualità mediocre, è invece anonimo.
Il portale della chiesa antica, in pietra calcarea bianca e rosa, è stato rimontato sulla facciata settecentesca; è datato 1584 e presenta i caratteri tipici delle strutture rinascimentali.
Lungo il fianco destro è dipinta una meridiana, mentre sull'altro lato è presente un medaglione a bassorilievo; il pezzo è di interesse storico, in quanto può appartenere alla primitiva cappella di San Nicolò, ricordata degli atti visitali del 1537, o al suo primo ingrandimento, testimoniato da lavori eseguiti a partire dal 1562 e terminati verosimilmente nel 1584.
Il campanile, addossato alla chiesa, spicca slanciato nell'ampio cielo. Durante la guerra perdette una campana fusa nel 1806 e nel 1923 ne acquistò due fuse dal Colbacchini in Trento.
L'interno
L'interno, ad unica navata voltata a botte, è diviso in tre campate e caratterizzato da capitelli realizzati sempre da Antonio Bianchi e dalla sua bottega. Sulla controfacciata, ai lati dell'ingresso, sono appese due singolari sagome lignee dipinte, raffiguranti San Domenico e Santa Caterina da Siena, databili alla seconda metà del XVIII secolo, che dovevano forse decorare originariamente le specchiature dell'antica porta.
Scandiscono le pareti della navata i dipinti della Via Crucis, opera di buona qualità di un ignoto pittore di ambito trentino; furono donati nel 1870 dal conte Matteo Thun, che li teneva al maso 'del Raut', su richiesta del curato Giovanni Battista Conci. Le tele vennero restaurate per opera di Fedele Battocletti di Cavareno. Al medesimo scultore la comunità di Toss aveva commissionato nel 1855 la statua dell'Immacolata Concezione, oggi esposta nel presbiterio.
Lungo la parete sinistra della prima campata si trova il fonte battesimale sormontato dalla statua del Battista: questo si può datare intorno al 1690, quando la comunità di Toss venne elevata a curazia. Degno di nota è il cinquecentesco tabernacolo a muro, assai simile a quello di Vigo di Ton.
Proseguendo lungo la navata si possono osservare due ancore gemelle in stucco: fanno sempre parte della campagna decorativa di Antonio Bianchi. La graziosa Madonna dello scapolare con Gesù Bambino invocata dalle anime purganti, esposta sull'ancora di sinistra, si data alla prima metà del XVIII secolo, mentre la Madonna addolorata tra San Nicola e Santa Marta mostra affinità stilistiche con opere del pittore trentino Francesco Fusina (1642-1754).
Anche gli altari laterali, dedicati a Santa Lucia e a Santa Barbara sono gemelli e si assegnano alla prima metà del XIX secolo, in un momento successivo rispetto all'ampliamento e alla decorazione plastica della chiesa.
La statua lignea di Santa Barbara, opera dello scultore gardenese Giuseppe Obletter (1900-1963), posta sull'altare di destra, risale al 1927, la buona tela con Santa Lucia (a sinistra) è accostabile allo stile del pittore fiemmese Antonio Zeni (1606-1690).
Tra le opere di pregio va segnalato l'imponente altare maggiore in pietra calcarea, marmo rosso di Francia e marmo verde delle Alpi, attribuibile ad una bottega rezzatese e databile tra il 1771, anno in cui terminarono i lavori di ampliamento che interessarono il presbiterio, e il 1779, quando venne benedetto il tabernacolo.
L'accesso al coro è segnato da due portali laterali. Sembra priva di fondamento le notizia secondo cui l'opera proverrebbe dalla chiesa di Santa Maria Maggiore a Trento. La pala esposta sull'altare maggiore, raffigurante la Madonna con Gesù Bambino benedicente in gloria, San Nicola da Bari e un angioletto con pastorale, purtroppo lacunosa in alcuni punti, si attribuisce ad un pittore veronese e si ritiene coeva alla realizzazione dell'altare stesso.
Sulla parete sinistra del presbiterio è appeso un crocifisso ligneo databile al XVII secolo, mentre le statue gardenesi del Sacro Cuore (esposta in navata) e san Giuseppe con Gesù Bambino (nel presbiterio), realizzate nel 1930, furono donate dalla famiglia Rossi, emigrata negli Stati Uniti.
Tratto da "La chiesa di Santa Maria Assunta a Vigo di Ton e la chiesa di San Nicolò a Toss", Vita Trentina Editrice (luglio 2009).

